Si sentono ancora certe storielle sulla caccia, ovvero che da che mondo è mondo l'uomo caccia e che questo non ha mai stravolto gli equilibri della natura.
Ma questi grezzi sparano e ammazzano per godimento personale e null'altro, storie suvvia!
Questo video è stato girato sul Colle San Zeno, in provincia di Brescia, ma sui molti altri valichi montani, la matanza degli uccelli sulla rotta delle migrazioni è la stessa.
Detesto la caccia. E voi?
28 novembre 2011
18 novembre 2011
Cani, ragazzi e uomini maturi
Chemmefrega di cani, ragazzi e uomini maturi!
Il cavallo corre, il bimbo urla.
Nel porto le onde si infrangono sulla banchina.
Le nuvole sono là.
E allora?
Chemmefrega di cani, ragazzi e uomini maturi!
Il cavallo corre, il bimbo urla.
Nel porto le onde si infrangono sulla banchina.
Le nuvole sono là.
E allora?
Chemmefrega di cani, ragazzi e uomini maturi!
16 novembre 2011
Io e te! Ti amo, precariamente ti amo.
Cara, volevo dirti alcune cose che tra innamorati riflessivi si dicono. Volevo parlarti di lavoro. Cioè, del contrario del lavoro… di essere disoccupati.
Essere disoccupati mica è una moda o, che so, un fenomeno transitorio. No. La disoccupazione c’è da sempre. Le leggi primarie dell’economia dicono inflazione giù, disoccupazione su, e viceversa. “Ma l’inflazione chemmefregammè – dice –mi mangia lo stipendio ma vuol dire che lo stipendio ce l’ho! La disoccupazione no, non ce l’ho lo stipendio con la disoccupazione!”.
La disoccupazione non è un problema passeggero. L’espansione economica non è la cura, pare di capire: qui manca la cura, capisci cara, l’espansione non c’è, ma quando c’è la malattia resta, i disoccupati ci sono sempre. Poi cosa significa espansione, se la fabbrica la spostano in Romania o in Cina, io mica mi espando fino là, io perdo il lavoro.
Se perdo il lavoro vado a cercarlo. E dove vado a cercarlo? Nel mercato neoliberista del lavoro. Cara, qui andiamo sul difficile, ma ti spiego. Funziona così: la legge crea grande flessibilità (in termini di orario, sede di lavoro, mansioni, durata contrattuale… ), la flessibilità crea più concorrenza con gli altri lavoratori, quindi cerco di essere più bravo ma anche più flessibile, vabbè dai lavoro un’ora in più, sì anche il sabato, anche a qualche euro in meno… e mentre faccio questo il costo del lavoro si abbassa. I redditi anche. E c'è sempre uno che è disposto a fare le stesse cose mie ma ad 1 € in meno.
Divento un precario. Non mi offrono un lavoro ormai, mi fanno carità sociale. Quello che ha inventato la flessibilità diceva: più competitività, più successo, più fortuna. Dov’è che si sbagliava?
Tu pensi che essere disoccupato significa che non si lavora, che non si produce. Ma non è così, la pizza ieri sera l’ho pagata con i soldi che guadagno facendo qualche lavoro, oggi non ce l’ho ma per la prossima pizza mi sto organizzando. In nero qualcosa si fa.
Sai la disoccupazione è quando non hai un lavoro per l’Istat, ma poi fai le consegne in nero, quindi mangi, ma un po’ sì e un po’ no, insomma sei precario. Io sono precario. C’ho l’incertezza come certezza nella vita io. E ce l’hai anche tu quindi, cara.
Mica solo io però e te, cara, un sacco di persone. E’ un sistema. Pago poco tante persone che con quel poco sopravvivono, "chemmefregammè - dice quello - la fabbrichetta va avanti così oppure la sposto là vicino a Bucarest".
Il lavoratore precario si tiene l'incertezza costante, non decide nulla, non sa che farà, una famiglia, la casa, una pizza, boh! Ecco noi siamo così, la prossima pizza chissà quando la mangiamo.
Però abbiamo un sacco di tempo libero, che ha i suoi vantaggi. Stiamo insieme. Ci amiamo. Solo lo svago del consumo, ecco, quello no, non ce lo possiamo permettere.
Avendo un sacco di tempo libero, cara, posso però cercarmi un lavoro o addirittura inventarmelo. Tutti dovrebbero inventarsi un lavoro. Solo imprenditori dovrebbero esserci!
Mentre mi faccio venire un’idea, intanto il lavoro lo cerco. Alla agenzia interinale cercano gente disponibile, che accetti di tutto. Quelli che accettano di tutto li paghi anche meno e li prendi e molli come e quando vuoi. Mi sa che fare il precario è un destino, cara.
Ieri fuori dall’agenzia c’era un disoccupato che sperava, stava lì e sperava. Cercava di convincersi, mi pare, perché mi ha detto che "sono gli imprenditori che creano i posti di lavoro".
E’ già stato licenziato tre volte negli ultimi anni, “sempre da quelli che creano posti di lavoro?” gli ho chiesto io. E’ rimasto lì e aveva uno sguardo un po' perso. Sono andato via, a cercarmi il lavoro.
Poi c’era un altro che mi ha detto che è “precario fisso” e da un po’ è precaria anche la sua salute, sai la depressione, l’angoscia, quelle cose lì cara. “Sono un disoccupato, non so crearmi un lavoro, chi vuole può! Io no, sono un fallito capisci?!” Gli ho detto che guardasse meno telefilm americani.
Ecco, cara, questo volevo chiederti: io non sono un fallito vero? Cioè, tu come mi vedi, a parte la pizza intendo?
Tutto qui.
PS: mi piace quando ridi.
Mario
C’è una storia di amore e futuro incerto scritta nel 1979 da Enzo Jannacci, poeta della vita quotidiana e delle persone vere a prescindere dai loro successi o fallimenti. Si intitola Io e Te, è bellissima ma non per tutti.
Ascoltala...
9 novembre 2011
Ecco un'Italia migliore!
"Proviamo a immaginare un'Italia dove:
- la Minetti torni a fare l'igienista dentale in tangenziale;
- la Carfagna conduca solo "La domenica del villaggio", quello normale e non globale;
- Bossi stia in un'adeguata struttura di ricovero e cura;
- la Santanché riprenda a dare noiose feste per la Milano bene, tra una mastoplastica e l'altra;
- Gasparri sia impiegato dai servizi sociali in una comunità di recupero;
- Fede, Sallusti, Feltri e Minzolini vengano accompagnati alla porta dall'ordine dei giornalisti e possano raggiungere Lavitola a Santa Lucia;
- La Russa spaventi i bambini su commissione nelle feste private;
- Calderoli faccia solo il salumiere;
- il clown Scilipoti lavori al Circo Togni insieme con Ferrara, l'uomo cannone (nel senso più cannabistico del termine).
Mi fermo qui, ma l'elenco purtroppo è incompleto. Non sarebbe più bella, un'Italia così?"
(anonimo da Facebook)
- la Minetti torni a fare l'igienista dentale in tangenziale;
- la Carfagna conduca solo "La domenica del villaggio", quello normale e non globale;
- Bossi stia in un'adeguata struttura di ricovero e cura;
- la Santanché riprenda a dare noiose feste per la Milano bene, tra una mastoplastica e l'altra;
- Gasparri sia impiegato dai servizi sociali in una comunità di recupero;
- Fede, Sallusti, Feltri e Minzolini vengano accompagnati alla porta dall'ordine dei giornalisti e possano raggiungere Lavitola a Santa Lucia;
- La Russa spaventi i bambini su commissione nelle feste private;
- Calderoli faccia solo il salumiere;
- il clown Scilipoti lavori al Circo Togni insieme con Ferrara, l'uomo cannone (nel senso più cannabistico del termine).
Mi fermo qui, ma l'elenco purtroppo è incompleto. Non sarebbe più bella, un'Italia così?"
(anonimo da Facebook)
8 novembre 2011
Berlushka Berlushka Berlushka bye bye!
Dopo lenta e penosa agonia si "spegne" Silvio Belusconi, il Premier battuto in Aula dove raccoglie solo 308 voti, con 8 traditori che l'hanno mollato, incontra Napolitano e annuncia che darà le dimissioni.
Il Paese vicino all'agonia attende.
Non perde tempo invece Sora Cesira che rispolverando una hit di Kate Bush del 1980, dà i saluti finali a Berlusconi con il video Berlushka bye bye!
Il Paese vicino all'agonia attende.
Non perde tempo invece Sora Cesira che rispolverando una hit di Kate Bush del 1980, dà i saluti finali a Berlusconi con il video Berlushka bye bye!
5 novembre 2011
I ristoranti sono tutti pieni
Ragazzi sempre a criticare il piccoletto da Arcore, siete assolutamente e pervicacemente e immanentemente e qualunquemente prevenuti.
Mi sono fatto un giro ed ho scoperto che ha ragione Berlusconi, i ristoranti italiani sono tutti pieni, come potete ben vedere dalle prove fotografiche.
3 novembre 2011
Ecco perchè l'Inter fa schifo
Ora vi sarà tutto chiaro, tutto chiaro!
Champions League, Mourinho, zero tituli, capitan Zanetti… una girandola di paroloni che risuonano e di ricordi che stanno sprofondando in una realtà grigia e deprimente, con la soglia infamante della Serie B ad un passo, non quella inflitta ad altri dal giudice sportivo, no, quella guadagnata a suon di sconfitte sul campo.
E’ il momento assolutamente no dell’Inter, sul quale si abbatte l'onta della sconfitta come fosse il debito pubblico per l'Italia! Anzi, di più, perché gli italiani del debito sono preoccupati ma al bar alla mattina non è di quello che discutono.
Al bar le regole sono altre, e lì si rivelano sacrosante verità per tutte le cose.
Al bar, là in fondo al bancone, infatti, c’è la Rosea che ti aspetta. La Gazzetta dello Sport, con 30 pagine di calcio e briciole per gli altri spotr. In fondo c'è un sunto anche di cronaca e politica. Informazione express.
Champions League, Mourinho, zero tituli, capitan Zanetti… una girandola di paroloni che risuonano e di ricordi che stanno sprofondando in una realtà grigia e deprimente, con la soglia infamante della Serie B ad un passo, non quella inflitta ad altri dal giudice sportivo, no, quella guadagnata a suon di sconfitte sul campo.
E’ il momento assolutamente no dell’Inter, sul quale si abbatte l'onta della sconfitta come fosse il debito pubblico per l'Italia! Anzi, di più, perché gli italiani del debito sono preoccupati ma al bar alla mattina non è di quello che discutono.
Al bar le regole sono altre, e lì si rivelano sacrosante verità per tutte le cose.
Al bar, là in fondo al bancone, infatti, c’è la Rosea che ti aspetta. La Gazzetta dello Sport, con 30 pagine di calcio e briciole per gli altri spotr. In fondo c'è un sunto anche di cronaca e politica. Informazione express.
La afferro, mi siedo e mentre addento la brioche cartonata
che la Luisona del Benni le fa una pippa in confronto, ecco che spunta il
Rivelatore di Verità Rivelate, l’anziano perdigiorno con riflesso rallentato
che, infatti, è giunto con un attimo in ritardo sulla Bibbia Rosa, quel pezzo
di carta che se lo prende lui fino a mezzogiorno non lo vede più nessuno.
“Eh – dice – adesso è finita! Sai perché perde l’Inter? Lo sai o no? Te lo dico io! Tutta colpa del Moratti… quello della benzina, adesso che c’è la crisi non ne vende più, ha finito i soldi… fine! Se non passa la crisi l’Inter non vince più: niente benzina, niente soldi, niente coppe!”.
Cedo la Gazza al Rivelatore di Verità Rivelate, faccio un
inchino, pago ed esco.
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