Egregio Direttore del Gino
Ho notato due cose stamattina sui social network, cioè che mentre molti esprimono cordoglio e ammirazione per Nelson Mandela dopo la sua scomparsa, altri dileggiano e fanno distinguo saccenti ricordando gli errori di questo uomo che certamente ha segnato la storia contemporanea.
Che ne pensa? Grazie, Antonio.
La storia insegna, in tema di "grandi uomini", che un uomo è rilevante per gli altri in base a quanto gli altri trovano in lui la risposta alle loro aspettative.
Non faceva eccezione a questo nemmeno Gesù Cristo, che per quel che ne sappiamo, a seconda di quale vangelo - compresi quelli apocrifi - si vada a leggere, era il figlio di Dio, un predicatore, un profeta, o solo un virtuoso o addirittura un rivoluzionario che combatteva per la libertà.
Figuriamoci ora se Nelson Mandela potrà sfuggire a questi distinguo, liberatore o politico dalle idee e dalle frequentazioni talvolta dubbie, statista capace o mero simbolo.
Pare però che abbia sconfitto l'apartheid e avviato la lunga e dura riappacificazione della sua nazione, sapendola in alcuni momenti ispirare profondamente, pur non sapendo fare miracoli.
Ai detrattori da tastiera ricorderei che noi nel frattempo abbiamo avuto Silvio Berlusconi e quegli altri che gli abbaiavano contro senza concludere nulla.
E forse, per queste menti, è già anche troppo.
