31 dicembre 2011

Berlusconi e le nuove generazioni

Pur avendo ricevuto velate pressioni per non concedere lo spazio richiesto, pubblichiamo la seguente lettera:

Egr. Direttore de Il Gino
Mentre ci accingevamo ai preparativi per festeggiare degnamente la fine di questo infame anno, il 2011, stamane apprendiamo con sgomento dai principali quotidiani nazionali che l’On. Berlusconi Silvio, in un discorso agli italiani pronunciato dinanzi alle telecamere della tv di famiglia, Canale 5, rammaricandosi per le sue recenti dimissioni dalla carica di Presidente del Consiglio – attribuite al malessere dei mercati e non a pressioni di alcuno - avrebbe espresso la volontà di “restare in campo per le nuove generazioni”.
Tale affermazione, oltre a maldisporre il nostro animo in vista dei prossimi festeggiamenti, ci preoccupa al punto che abbiamo convenuto di rilasciare questa sintetica ma risentita nota ufficiale in risposta alla affermazione dell’On. Berlusconi Silvio, ovvero:

28 dicembre 2011

Botti sì, cani no!

Le feste natalizie non distolgono l'attenzione dei lettori del blog, che continuano a scrivere. Tra le tante lettere scegliamo oggi quella di Ermes di Cremona, molto colpito dai recenti divieti di uso dei botti a capodano in alcune città.


Ormai tutti vogliono una società fustigata. La vuol sapere l’ultima dott. Gino? I botti, sì, proprio quelli, adesso fanno paura ai cani e non li vogliono più! A capodanno vogliono i cani e il silenzio!
Ma dove stiamo andando?
Vengono prima i cani dei botti adesso?
A parte che i cani abbaiano e mordono tutti, basta ricordarsi certi cancelli… cosa c’è scritto su? Attenti al botto? No attenti al cane! Quindi ai cani bisognerebbe anche fargliela pagare, però non è questo l’importante.

L’importante è quella bella vivacità del capodanno che si perderà. Tu sei lì che dopo il cenone bevi qualcosa, mangi tre o quattro torroni, racconti barzellette, giochi a tombola, alla tv ci sono le ballerine belle sode e Pippo Baudo… sono cose della tradizione italiana importanti come quelle storiche, che so, Giulio Cesare, il Medio Evo, Garibaldi, Rivera…

E tutti aspettano i botti, lì sul balcone… tara-tarataratatam… pim pum pam…. fiiiiiiiu!

Senza i fuochi d'artificio che capodanno è?
Basta con i cani! Basta con i fustigatori! Adesso perché dobbiamo risparmiare dobbiamo anche diventare tristi?
Se c’era ancora Berlusconi non succedeva!

26 dicembre 2011

Natale: gli italiani prendono in giro Gesù e Mario Monti

Non abbiamo ancora fatto in tempo a mandare giù il bicarbonato, che Alvise da Mirandola scrive e ci rovina la digestione del cotechino e del panettone...

Caro Gino
o mi sono rimbambito io o siete voi che non avete ancora capito. Cioè non tu, Gino, ma gli altri sì.
Sai cosa ho scoperto oggi leggendo i giornali? Una notizia clamorosa, almeno secondo i giornali:  questo Natale, in tempo di crisi, è stato un Natale povero!
Sì, po-ve-ro! Hanno usato proprio questo aggettivo per definire una festa dove gli italiani hanno speso 2,3 miliardi di euro per cibi e bevande del cenone della vigilia e del pranzo di Natale. Po-ve-ro… perché  c’è stata una flessione del 18% rispetto al 2010 e mai così poco si è speso dal 2000.
Ecco Gino, gli italiani vanno in piazza e su Facebook a scandalizzarsi per la manovra di Mario Monti, ma poi tirano fuori la bellezza di 2,3 miliardi di euro in 24 ore e se li mangiano a tavola.
A Natale, alla facciaccia del poverello di Betlemme e delle belle parole che si sentono a messa sull’argomento.
Me ne ero accorto che la crisi c’era solo nei piagnistei, alla Coop c’era la coda alle casse alla antivigilia, e nei carrelli c’era di tutto, mica solo pane di segale e latte a lunga conservazione.
Gino dove sta la povertà?

20 dicembre 2011

Come copiare agli esami

Avete letto la notizia? I professori voglio bloccare una rivoluzionaria invenzione pro studenti!
Eh no, solidarietà agli studenti!
Basta vessazioni!
Non farti fregare ancora!
La scuola fa schifo, i professori sono degli idioti pagati solo per tediarti. Ma tu finalmente oggi puoi risolvere tutti i tuoi problemi scolastici.
Investi su te stesso, sul tuo futuro ragazzo! Ti bastano 69 pidocchiosissimi € che puoi elemosinare dai tuoi genitori, non serve nemmeno che ti trovi un lavoretto estivo, mica puoi sciupare le manine!
Con 69 € ti compri l’orologio che oltre all’ora, che forse non sai leggere, ma a che ti serve, ha un giga di memoria per contenere i tuoi testi digitali da cui copiare durante gli esami!
E’ l’invenzione del secolo, meglio di un bignami miniaturizzato. 
Ha soli 4 tasti, lo saprebbe usare anche mia nonna: questo orologio ti consentirà di superare qualsiasi compito in classe. Sei uno stordito? E allora? Devi solo sapere leggere e scrivere per prepararti i testi al computer da caricare sull’orologio!
E’ il must 2012 del vero fancazzista! Distinguiti anche tu. Non perdere tempo, accodati! Ordinalo nei migliori negozi e mentre aspetti fai la cosa giusta, fatti uno spritz una redbull (come quella dietro l’immagine dell’orologio) o una a birra o un qualcosa (e mettiti la foto su facebook col boccale in mano, mi raccomando!).
E non temere se in una scuola di Vicenza li hanno beccati (ma come avranno fatto boh) e vietati, vinceremo noi!
Fancazzismo uber alles! La vita è bella, bevi e preparati i bigliettini! Viva la fiesta, viva la nocheeeee!

19 dicembre 2011

Calcio e imbrogli


17 arrestati per le scommesse e le partite truccate nell'ambito della indagine Last Bet, sono in prima pagina sui giornali. Ma  non capisco il clamore attorno a questa nuova storia del calcio scommesse! Da quando mi ricordo di avere sentito parlare di calcio, so che questo sport a livello professionistico ha poche ma imprescindibili componenti:

-        Un pallone rotondo
-        11 milionari che giocano contro altri 11 milionari
-        Polemiche,volgarità, conoscenza della lingua italiana approssimativa
-        Gel e gnocche a pacchi
-        partite truccate (Paolo Rossi, Moggi etc etc… do you remember?)

Domanda: perché stupirsi? Il calcio professionistico è fatto esattamente così. Inseriamo nei regolamenti federali norme che rendono ufficiale quanto sopra.

E passiamo ad altro.

16 dicembre 2011

Il primo Ufo che arriva...

Oggi è la volta di Saverio, che - molto preoccupato - mi scrive.

Dott. Gino non so se ha visto anche lei.
Tutti parlano, scrivono, anche in tv, per esempio Mentana, adesso non va più via. Non so se ha visto Santoro ieri sera, io non c’è l’ho la trasmissione, comunque fanno le vignette ma cosa cambia? Minzolini?
No, in Italia è sempre uguale. Bisogna stare attenti, infatti basta capire i ricorsi storici.
Prima c’era Mussolini. Tutti l’avevano votato, faceva le bonifiche, i giochi sportivi, poi è bastata la guerra e tutti non lo votavano più, era diventato come la peste.
Poi, Berlusconi. Tutti guardavano Canale 5, il Milan segnava a grappoli e tutti lo votavano. Poi, sarà per la guerra in Iraq, sarà per Lele Mora o Gheddafi, basta… anche lui come la peste. Come se i suoi palinsesti elettorali non fossero mai esistiti, nemmeno la patente a punti che ha salvato centinaia di migliaia di automobilisti, camionisti, motociclisti.
Intanto la crisi galoppa con tutto il suo PIL e adesso anche l’IMU.
Cosa succederà?

14 dicembre 2011

Mi son fatto la barca!


Dev'essere il periodo di crisi, chissà, ma alla gente gli è venuta vogllia di confidarsi. Col Gino.
Altra lettera, questa volta da un magazziniere di Milano...

Mio padre faceva il commerciante ambulante e vendeva ciabatte. Poi pantofole. Poi ha chiuso e mi ricordo che quel giorno mi disse:
“Studia, le ciabatte non vanno più, le pantofole sono un bluff!”
Disse proprio bluff.
Non l’ho ascoltato e al posto di studiare sono andato a lavorare, al pantofolificio. Così potevo pagarmi la 127, certo non aveva i reclinabili ma
per andare a morose meglio del Garelli con la sella lunga.
Ho fatto sempre sacrifici, sai… lavorando come magazziniere non puoi permetterti tante cose, i lussi per esempio sono un lusso che non puoi mai permetterti. Al massimo ho cambiato le foderine della 127, ma una volta sola, quando il Vincenzo ci ha vomitato sopra – a parte che l’avrei ammazzato – le ho solo lavate. Cambiarle ancora era un lusso.
Però Gino i tempi sono cambiati, il mio nuovo collega - uno sbarba di venti anni - lavora da un anno solo e ha lo smartphone, sai quello per andare su feisbuc anche quando sei in autobus o in coda al supermercato o in mensa.
Un'altra cosa che mi ha fatto capire che i tempi sono cambiati è che i proprietari di barche e yacht ed elicotteri, l’ha scoperto Monti, ultimamente guadagnano meno di 20mila € all’anno. Ce ne sono 518 di contribuenti italiani che vanno in elicottero privato e guadagnano come me. E un sacco che prendono meno di 1600 euro lordi e hanno la barca.
Sai Gino, aveva ragione mio papà, dovevo studiare. Non sono i soldi, è l’ignoranza che ti frega. Guarda questi qui, gente che ha studiato di sicuro, e infatti sanno come si fa ad avere uno yacht guadagnando come un magazziniere.
Io manco lo sapevo che potevo pigliarmi una barca.

12 dicembre 2011

Il destino dei nonni

Gruista mi scrive, ecco le sue preoccupazioni in vista della riforma del sistema pensionistico al varo...

Senti Gino, sono preoccupato per la riforma Monti, quella delle pensioni.
Andrò in pensione a 68 anni. Vabbè, mi dico, ho sempre lavorato, sono un gran lavoratore io, cosa vuoi che mi importi, tanto a casa mica ci saprei stare con le mani in mano!
Però, c’è un grosso problema e il signor Mario non se n’è accorto.
Ho letto su internet che in futuro non vedremo più i vecchietti con le mani dietro la schiena a guardare i cantieri in città e a commentare. Con l'innalzamento dell'età pensionabile i vecchietti saranno ancora alla guida delle ruspe infatti. Beh, meglio così, quei vecchietti lì sono dei rompipalle.
Io faccio il gruista e guido anche l’escavatore. C’è sempre un vecchietto rompipalle che ti guarda per ore, e commenta anche: che cacchio ne saprà del cantiere, stiamo tirando su un ponte mica giocando con la lego!


10 dicembre 2011

Statisti, supertecnici e sboroni da bar

Io e Massimo Gramellini per metà siamo uguali. Condividiamo il mood dei giorni dispari.
Infatti nei giorni dispari, come Gramellini, mi sveglio polemico. Lui si sfoga su lastampa.it e io qui, ma solo qualche volta.
In quelli pari il mio destino e quello di Gramellini prendono vie diverse, in lui – dice - prevale il desiderio di credere in qualcosa, in me aleggia la nostalgia dei giorni dispari, e semplicemente mi trattengo
Ma proprio a credere in qualcosa, oggi come oggi, faccio proprio fatica.

Oggi giorno pari e Gramellini nota che al vertice europeo i tecnoburocrati dei 27 Paesi dell’Eurozona (Eurozona, che nome pietoso), hanno affrontato la crisi senza un guizzo:
 “che dovrebbe esserci e non c’è. Non c’è anzitutto nel cuore di chi governa. Ma li avete visti, i leader di questo continente che ha guidato il mondo per millenni? Anche i migliori sono burocrati persi fra i loro numeri e le loro micragne di bottega. Nessuna visione, nessuna ribellione a un destino che sembra segnato: la perdita di senso e quindi di benessere. Sembrano medici alle prese con un malato di cui al massimo si può ritardare la fine. Aveva dunque ragione Montanelli quando negli Anni Cinquanta sosteneva che l’Europa era un’unione di cadaveri e che a volerla erano stati De Gasperi, Adenauer e Schuman, tre cristiani più interessati al destino dei morti che a quello dei vivi?”
Gli statisti dovrebbero avere innanzitutto loro, per primi, un sogno, una visione. Ed essere la guida:
Dei “ tanti ventenni che oggi girano l’Europa col progetto Erasmus, e parlano tre lingue, e si sentono a casa a Valencia come a Berlino. Uniti, uniti davvero, potremmo ancora sentire il vento della storia soffiarci alle spalle e non contro. Una civiltà va in malora solo quando smette di credere alla propria fortuna. Abbiamo la cultura, la sapienza, il talento e la faccia tosta per sguazzare nel mondo che cambia. Ci manca una cosina da niente: una classe dirigente che alzi finalmente la testa da tutti quei tabulati per indicarci un traguardo comune”.
Si vede che è il giorno pari. Gramellini finisce qui. Io tiro indietro di un giorno le lancette e torno “dispari” così la posso dire tutta.
E cioè che fino ad un mese fa, la metà più qualcosa degli italiani un faro, un sogno ce l’aveva, o meglio, ha creduto come gli allocchi di averlo. Di potere vedere il messia in quel bassetto incarnatosi anni fa nei corridoi delle prime tv commerciali, istruitosi ed ispiratosi con le muse di Colpo Grosso.

4 dicembre 2011

Lettera di un secessionista totale

Ricevo da un lettore di Rovigo e pubblico...

"Caro Il Gino (ma 'Il' è il cognome?), sono stato in gita a Vicenza con mia moglie e c'era l'Umberto Bossi e sono andato a vederlo.
Vado dritto al dunque così non ti interrompo.
Bossi ha detto che vuole fare la Padania, cioè la secessione, ma non a pistolettate, ma consensuale, gli ha dato anche un nome "modello Cecoslovacchia". Cioè - se ho capito bene perchè quando parla Bossi non ho capito perchè ma il microfono è sempre rauco -, ci troviamo una domenica a Occhiobello, che lì c'è il Po, ci salutiamo con quelli di sotto, cioè di là, e amen. Da lì noi siamo la Padania.
Mi sembra una buona idea, non costa nemmo nulla.
Ma io, caro Il Gino, ecco io ho una idea più profonda. Te la dico.
Appena fanno la Padania lascio passare un paio di giorni e poi, sempre col "modello Cecoslovacchia" (dopo guardo bene su Gughel come si fa) mi muovo per la secessione del Polesine dalla Padania. Ci troviamo a Concadirame, sull'Adige, e ci salutiamo.
Ecco fatto il Polesine nazione. Mussetto per tutti ma poi, sempre passati due giorni, ecco che - sempre col "modello Cecoslovacchia", ci troviamo in piazza e zacchete, Rovigo Nazione, via dal Polesine.
Io sto in Via della Pace, le vie attorno cosa c'entrano? La mia idea è che passati due giorni Via della Pace diventi nazione.
Poi ti dirò, hai visto le case di Via dela Pace? Una più alta, una più bassa... che cosa c'entrano? Niente. Io sto nel condominio Giada e allora condominio Giada nazione, sempre col "modello Cecoslovacchia", senza litigare con gli altri condomini della via.