28 gennaio 2012

Il prezzo della privacy

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Il messaggio è chiaro.
La nostra privacy interessa alle aziende e a molte istituzioni, per motivi di business, oltre che di controllo. I nostri dati, non sempre con un assenso pieno e consapevole, vegono rilasciati e poi sono utilizzati per lucro. Facebook vive di questo e nessun sito al mondo è stato capace di arrivare ai numeri impressionanti che registra oggi con tanta velocità. Su Facebook di privacy non c'è n'è molta, ma è una nostra scelta aderire o meno al social network creato da Zuckerberg.
Assangeinvece  ha divulgato via WikiLeaks milioni di file in cui sono registrate anche nefandezze di aziende e istituzioni, nefandezze che incidono sulla vita democratica del nostro paese e di molti altri. Per tutelare quella "privacy" Assange è stato arrestato, e questo è il prezzo di quella privacy.
Ma dove sta la privacy in questo caso? Non se ne parla già più, eppure dovremmo essere assai interessati a questo. In fondo sono informazioni che riguardano la vita di milioni di persone e la possibilità di valutare quanta sia davvero la propria libertà.
In sostanza, pare che della nostra privacy e - in ultima istanza - della nostra libertà, ci interessi proprio poco.

Domanda: voi chi scegliete di premiare, WikiLeaks o Facebook? Chi è il vostro "uomo dell'anno", Julian Assange o Mark Zuckerberg?

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