Sarà capitato anche a voi di trovarvi una domenica soli soletti col frigo quasi vuoto, e senza la cuoca a casa.
Bene, oggi è capitato a me. “Only men in the house”, recupero quindi il ‘Manuale del maschio rimasto solo a casa’, vado al capitolo ‘Come non morire di fame già al primo giorno’. E via con l'arte dell'arrangiarsi.
Che con un tocco di creatività e di presunzione, diventa un piatto di altissima cucina, anzi due. Vissani mi fa un baffo.
In frigo abbiamo: 2 uova che scadono domani, un quarto di cipolla di tropea nello scartoccio di alluminio, mozzarelline formato ciliegia, una crosta di Asiago Vecchio, due carote blu, del burro, anche questo rigorosamente in scadenza. Non manca lo yogurt.
Il mio fiuto di chef dell'ultimo istante mi dice che carote e yogurt possono rimanere dove stanno, in attesa che si compia la loro sorte (che nel caso dello yogurt significa che a merenda non c’è più, la carota invece avrà il tempo di diventare prima viola, poi color malva passando per il grigio canna di fucile, prima di essere associata al raccoglitore dell’umido, forse impropriamente perché a quel punto dovrebbe finire nel secco o in discarica come metallo).
Olio, sale e pepe li ho visti ieri, non ci sono problemi.... eccoli infatti, ci sono 2 kg di mandorle arrivate dalla Sicilia, acquisto di gruppo, già senza guscio, una libidine.
Ed ecco le due ricette, si tratta di:
Ed ecco le due ricette, si tratta di:
- Medusa di uova al tegamino alla moda di Tropea
- Spruzzata di mandorle all’uovo in tegame
Ingredienti (ve li metto tutti assieme, siete gente sveglia)
due uova
burro q.b.
una cipolla di tropea
asiago vecchio
dieci mandorle
mozzarelline ciliegia
sale e pepe
Preparazione
Prendete tue tegami, portateli in temperatura e fatevi sciogliere del burro. Nel primo versate la cipolla di Tropea che avrete precedentemente ridotto in sottili strisce (mi fa morire il “che avrete precedentemente”, se uno segue alla lettera arriva che precedentemente non l’ha fatto e tira di quei saracchi!). Quando si saranno bruniti versate l’uovo avendo cura di fargli prendere la forma della medusa (per chi non ha idea di come è fatta una medusa, cliccare qui: come è fatta una medusa). Salare il bianco (albume) e lasciare cuocere a fiamma medio bassa per circa 4-5 minuti (andate ad occhio, quando vi piace levate dal fuoco).
Nel secondo tegamino, dove nel frattempo il burro si sarà bruciato forse, grattugiate una spruzzata di asiago vecchio quindi versate l’uovo, dategli la forma che volete, anche quella che capita, tanto non avete ospiti. Una volta cotto spruzzate ancora dell’asiago e grattugiatevi sopra una mandorla, le altre 9 le avrete spiluccate nel frattempo, sono sicuro, va sempre così.Servite in tavola avendo cura di rimarcare la forma medusa del primo piatto. Il secondo è meno appariscente quindi decorate affiancando con qualche mozzarellina, non c’entra granché ma fate patta.
Attendete il ritorno della cuoca e assicuratevi che per cena cucini lei.
3 commenti:
Grandissimo Gino, ricettine da scapolo ma stuzzicanti!
sergio
Sono tutte palle ,sono ormai più di 13 anni che vivo senza moglie ( è mancata ) quando capita ,ho figlio , nipoti , ho amici , e amiche il mangiare lo faccio io , e sono felice di farlo . Con questo se ho il piacere di avere una donna che mi dia compagnia consigli , correzioni sul mio fare sono lieto .Le donne sono la parte integrante di noi
ma se non ci sono , mica si muore ,sveglia .
Io sono previdente,nel congelatore non mancano mai i 4 salti in padella.
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